Vorremmo dire “Meglio tardi che mai”, ma intanto esultiamo al fianco del signor Luigi Marzo che può finalmente tornare in possesso dei propri beni. La masseria occupata da alcune famiglie Rom è stata quasi completamente sgomberata (l’ultima persona tuttora rimasta lascerà la casa a breve) e ci auguriamo che in futuro non si ripetano più abusi di questo tipo, perché il diritto alla proprietà privata è sacro. 

Il lavoro dei nostri nonni e di tanti genitori, che con sacrificio hanno voluto costruire una casa per i propri figli e i propri nipoti, non può essere mortificato da appropriazioni indebite: per questo dobbiamo costituire un fronte compatto, in grado di garantire il diritto inviolabile alla proprietà per ciascun cittadino.

Oggi, a conclusione di questa sofferta vicenda, vogliamo augurarci che le istituzioni pubbliche, magari attraverso il contributo di associazioni o aziende private, vogliano provvedere alla bonifica della masseria. La riqualificazione strutturale è in capo al proprietario, ma sarebbe un gesto di grande valore sociale da parte delle autorità civili voler contribuire al ripristino igienico - sanitario della masseria.

Mauro Giliberti