Condivido la battaglia del primario del Pronto Soccorso per ridurre l'affollamento. Saremo interlocutori costruttivi con la Regione. Questa battaglia non consente divisioni politiche.

 

Il sindaco può e deve essere un interlocutore forte per le politiche della salute sul territorio che, pur dipendendo dalla Regione Puglia, hanno bisogno di un riferimento autorevole per i cittadini. Ecco perchè, in compagnia di consiglieri regionali e parlamentari del Centrodestra, mi sono recato all'ospedale Vito Fazzi dove ho incontrato dirigenti medici e personale sanitario.

Ho voluto dire grazie a tutto il personale dell'ospedale che fa sì che questa struttura possa essere vicina e a disposizione del cittadino leccese, con il capitale umano messo a servizio di tutta la comunità: nonostante le carenze strutturali e organizzative, riescono comunque a garantire assistenza e cura e ad essere realmente al servizio del paziente.

Al primario del Pronto Soccorso Silvano Fracella ho espresso, da cittadino, un particolare ringraziamento per il lavoro quotidiano, in considerazione del fatto che il Pronto Soccorso del Vito Fazzi è diventato un imbuto delle emergenze di un territorio molto più vasto.

Il dirigente medico ha proposto l'apertura di un secondo Pronto Soccorso per i codici bianchi e verdi, se la Regione e la Asl sposeranno questa battaglia il Comune fornirà tutto il supporto necessario.

Da cronista ho affrontato e raccontato l'emergenza della barellopoli campana, per questo ben conosco i rischi che potrebbero derivare a questa struttura, già fortemente ingolfata,  dalla prospettiva del piano di riordino regionale con il declassamento, solo per stare all'attualità, dei presidi ospedalieri di Copertino e Galatina.

L'incubo è quello di vedere anche al Vito Fazzi pazienti sulle barelle, nei corridoi, perchè non ci sono posti letto; con il rischio, per qualcuno, di intervenire troppo tardi.

Guardando i lavori per l'implementazione della nuova struttura ospedaliera, avverto il timore che possano essere più lenti rispetto alle chiusure o ai declassamenti che si vanno a realizzare.

Questa è la battaglia comune, una battaglia di civiltà, che non consente divisioni politiche: vorrei costruire, se sarò eletto sindaco, un percorso condiviso e lineare di gestione innanzitutto delle emergenze e successivamente delle cronicità e dei ricoveri. Senza però mollare un centimetro, quando si tratterà di essere sentinelle del territorio a tutela del diritto alla salute di ogni cittadino.

Mauro Giliberti